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Mosaic : la recensione

da Milano – Il gioco che conclude la settimana è Mosaic sviluppato da Killerbite e disponibile per PS4, Xbox One, Nintendo Switch, Apple Arcade e Steam ( 19,99 Euro ). Quando recensisco un gioco, lo provo e cerco di visualizzarne oltre al divertimento il valore artistico, per offrire a voi giocatori delle esperienze totalmente nuove, con l’augurio di farvi evadere dalla routine per qualche ora di gioco.  Mosaic, parla proprio di schemi e di routine. Siamo davanti ad un’avventura grafica, che vuole far riflettere il giocatore. Il nostro personaggio conduce una vita di routine, e ne soffre parecchio. La sua vita, è identica a quelle di

tutti noi. Si alza, si veste, controlla che tutto sia a posto e si reca al lavoro, per avere lo stipendio a fine mese che gli permette di vivere e di pagare i propri debiti. Quindi il nostro anonimo impiegato e  personaggio principale, comincerà ad avere dei momenti acuti di stress, dove vuole evadere da questa schiacciante routine.  Così farà la conoscenza di un pesce che lo aiuterà nei dialoghi, e gli farà vedere che la vita non è solo grigia, ma possiede ancora dei colori. Mosaic è un’avventura artistica stilizzata con dei concetti molto astratti e con molte metafore. Durante il corso dell’avventura che dura all’incirca 3 ore, potremo ammirare la splendida e stilizzata grafica che veste quasi sempre il colore grigio. L’immensa città fatta di enormi grattacieli con persone tutte vestite di nero che hanno lo sguardo verso l’ignoto, oppure sul cellulare. Ma esplorando bene, basterà varcare un cancello, per trovarsi all’interno di un meraviglioso giardino, con un sassofonista che ci culla con una rilassante melodia, ed ecco che dal sax esce una bolla di colore che ci dona una “botta di vitalità”. Questo genere di gioco, prevede controlli molto basilari, infatti non esistono nemici, ne un game over, ma esiste solo la voglia di seguire una trama, che nasconde dei punti come l’esempio sopra citato, dove permetteranno al giocatore di fare delle riflessioni personali molto profonde. Potremmo quasi definirlo una poesia fatta videogioco, dove osservando il nostro impiegato, si nota quanto sia frustato e triste, ma ciò che Killerbite è stata brava è che riesce a trasmettere tutto questo senza che nessun personaggio parli o faccia qualcosa di particolare. Come sonoro, rimangono degli effetti ambientali e delle musiche che variano in modo da accentuare lo stato d’animo del nostro personaggio, possono variare dalla tristezza all’allegria, tutto seguendo un filone che segue perfettamente la storia. In conclusione Mosaic, è un bel gioco che fa riflettere e ci mostra quanto poco riusciamo a vedere le cose che abbiamo attorno, in quanto siamo circondati dalla routine che ci impone i suoi ritmi.Vi lasciamo alla nostra video recensione!

Voto : 8

 

 

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