2060: con quali fonti si farà la storia del nostro presente? Tecniche, pratiche e scienze sociali a confronto

immagine-2Da Roma – Si terrà a Torino l’8 e il 9 aprile 2010 il convegno di studi “2060: con quali fonti si farà la storia del nostro presente? Tecniche, pratiche e scienze sociali a confronto”, promosso da Fondazione Telecom Italia con Politecnico di Torino, Associazione Italiana di Sociologia, SISSCO-Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea e Cliomedia Officina.

 

Immaginiamo che nel 2060 qualcuno voglia conoscere qualcosa a proposito del mondo odierno. L’enorme quantità di informazioni che oggi nasce in forma digitale o viene registrata partendo da supporti analogici e resa disponibile in rete rappresenta una preziosa testimonianza della nostra epoca. Ma fra 50 anni, cosa resterà di tutto questo materiale digitale tanto ingente quanto evanescente, considerando anche la rapida obsolescenza delle tecnologie? E gli studiosi del 2060 dove attingeranno le loro fonti e con quali strumenti?

 

Per rispondere a queste e altre domande Fondazione Telecom Italia con Politecnico di Torino, Associazione ItalianaFondazione Telecom italia logo di Sociologia, Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea e Cliomedia Officina hanno lanciato una vera e propria sfida attraverso un bando al quale hanno risposto con entusiasmo esperti, storici, sociologi, ma anche giovani ricercatori. Una sfida che trova il suo completamento con il convegno dell’8 e 9 aprile, durante il quale i protagonisti scenderanno in campo per confrontarsi, portare la propria testimonianza, discutere e cercare di rispondere a numerosi e stimolanti interrogativi.

 

Le riflessioni che il convegno intende attivare riguardano ciò che vogliamo lasciare ai posteri in quanto “memorabile” ma anche quello che lasciamo loro inconsapevolmente. Ragionare attorno a ciò che potrà costituire una fonte per la ricerca storico-sociale fra cinquant’anni spinge a interrogarci sul nostro modo di vivere, sui nostri atteggiamenti verso la memoria e verso il futuro, nonché sulle pratiche e sulle metodologie applicate oggi nel mondo dell’innovazione e dell’economia, della ricerca scientifica e delle scienze sociali.

 

“Tra i molti spunti di riflessione, emerge l’importanza degli archivi storici d’impresa per la conservazione della memoria” – dichiara Fabio Di Spirito, Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia. “L’Archivio Storico Telecom Italia, in particolare, la cui valorizzazione è uno dei compiti istituzionali di Fondazione Telecom Italia, custodisce la storia delle telecomunicazioni e della modernizzazione del nostro Paese. Da qui nasce l’idea di organizzare il convegno, come primo passo di un progetto volto far diventare l’Archivio Storico Telecom Italia un polo di attrazione culturale, aggregazione e riflessione sui temi della storia e della sociologia della comunicazione, così cruciali nel mondo contemporaneo”.

 

In apertura del convegno, un confronto fra best practises internazionali con Inge Angevaare, coordinatrice del progetto olandese Netherlands Coalition for Digital Preservation che mira a fornire una piattaforma comune, tecnologica e organizzativa, per la conservazione dei dati pubblici. La risposta italiana è affidata a Stefano Vitali, Direttore della Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, mentre Serge Noiret e Luca De Biase ci raccontano alcune tra le più significative esperienze di archivi digitali in Europa e in America.

 

I gruppi di lavoro sono articolati in cinque aree tematiche:

1. Documenti digitali: cosa conservare, dove e come?

2. Nuove fonti per indagare l’immaginario

3. Memorie personali. Facebook e dintorni.

4. Ipotesi e pratiche in atto: nuove metodologie e strumenti

5. La futura archeologia: artefatti tecnologici, oggetti, rifiuti

 

Gli argomenti spaziano dal ricco patrimonio archivistico d’impresa e delle Istituzioni, preziosi testimoni della storia del nostro Paese, al successo di Facebook e dei social networks, “tracce” di memoria personale, alla fantascienza online come “immaginazione del futuro”. Ma non mancano spunti di riflessione sul consumismo con la garbology, scienza che studia i rifiuti, concreti e immateriali, prodotti dalla società, traendone informazioni per ricostruire ambienti culturali, sociali e materiali.

 

“Memorie personali, imprese web e progetti culturali” è il titolo della seconda sessione condotta dal sociologo Paolo Jedlowski e dalla storica Gabriella Gribaudi, dedicata a tre iniziative culturali tutte italiane: la Banca della Memoria di Luca Novarino, una particolare storia d’Italia sul web raccontata con le parole e i volti dei “nonni”, l’Archivio diaristico nazionale fondato da Saverio Tutino, l’Università dell’autobiografia di Duccio Demetrio.

 

Il 9 aprile si apre con un suggestivo racconto dalla preistoria ai giorni nostri dei principali strumenti ai quali l’uomo ha affidato la conservazione delle sue memorie, dai primi graffiti di 35.000 anni fa, al personal computer, a internet. È il tema della lezione di Vittorio Marchis, Professore del Politecnico di Torino e noto divulgatore scientifico attraverso le sue “autopsie di macchine” che spiegano, in modo semplice e intuitivo, i “misteri” della tecnologia.

 

Il convegno si conclude con un dibattito fra alcuni dei più autorevoli esperti italiani di scienze sociali: lo storico Tommaso Detti, il sociologo Antonio De Lillo e il filosofo torinese Maurizio Ferraris.

 

Il Comitato scientifico del convegno è composto da Fabio Di Spirito, Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia, Luca De Biase, caporedattore Nova-Il Sole 24 Ore, Tommaso Detti, Professore ordinario di storia contemporanea dell’Università di Siena, Paolo Jedlovski, Professore ordinario di sociologia generale dell’Università della Calabria, Vittorio Marchis, Professore ordinario di storia delle Scienze e della Tecnica del Politecnico di Torino, Serge Noiret, History Information Specialist, European University Institute di Firenze e Chiara Ottaviano, Cliomedia Officina di Torino. Per ulteriori informazioni: www.fondazionetelecomitalia.it.

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