iPhone: le applicazioni inutili di cui non si può fare a meno

iretrophoneDa Milano – Mentre stiamo scrivendo probabilmente qualche decina di nuovi sviluppatori starà mettendo in vendita, oppure regalando, su Apple Store, nuove, folli applicazioni per iPhone.Eppure, in tutti questi mesi abbiamo stilato una nostra classifica di applicazioni “mai più senza”, di cui davvero ci risulta difficile l’idea di potere fare a meno.

iRetroPhone capeggia la nostra personalissima classifica, serve per trasformare l’iPhone in un vecchio telefono di quelli a ghiera che andavano per la maggiore negli anni ’70, coi fori per inserire le dita e girare per comporre il numero: una delizia. Costa 99 centesimi e fa venire una nostalgia per “le cose di una volta” che neanche la torta di mele della nonna è in grado di risvegliare.

bubblewrap1Altrettanto sublime è Bubble wrap, bisogna fare scoppiare delle bolle d’aria simili a quelle della plastiche di imballaggio. E’ un ottimo antistress, peccato per il conteggio dei secondi che mette un po’ d’ansia da prestazione. Si può scaricare gratuitamente da Apple Store.

crossyTerzo è di diritto Crossy. Funziona come le sfere di vetro natalizie che quando si scuotono fanno galleggiare, nel liquido che contengono, dei frammenti bianchi simili a neve. Sull’iPhone accade esattamente la stessa cosa, basta agitare. Il fondale è di neanche tanto vaga ispirazione svizzera, con una bella croce bianca su fondo rosso. Tutto gratis anche in questo caso.
Quarto è iShotty, un fucile a pompa virtuale che si carica con un movimento dal basso verso l’alto e ritorno dell’iPhone, come avviene con telecomando del Wii, ad esempio, in Resident Evil.
Una volta inserito il colpo in canna basta sfiorare il grilletto sul touch screen per fare fuoco.
fucileOttimo per sparare al capufficio che vi ha appena rimproverato e vi dà impunemente le spalle.
E’ gratuito.
Poi il celeberrimo iFart, il simulatore di flatulenze. Da portare sempre con sé al posto delle pillole per combattere i disturbi causati da un eccesso di aria nello stomaco, così si può indicare l’iPhone e dire : “è stato lui!”



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