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Diventare ricchi con l’iPhone

Posted On 26 Mag 2009
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spalla3Da Milano – Fare sei al superenalotto? Un concetto antico e superato. Ormai si può diventare ricchi, anzi ricchissimi, sviluppando innocue applicazione per il settore delle telefonia mobile e, in particolare, per l’iPhone.
Qualche esempio? Nel 2008 uno dei programmi più scaricati in assoluto è stato l’acquario per iPhone, non dissimile al salva schermo che siamo abituati ad avere sul PC, il suo nome è Koi Pond e il prezzo 0,79 euro.

Il funzionamento è davvero banale: si tocca lo schermo, l’acqua raffigurata si increspa e i pesci scappano velocissimi.
Bene, il suo ideatore si stima che abbia guadagnato 5 milioni di euro vendendo questa innocua e poco utile applicazione. Gli effetti collaterali sono stato l’abbandono del posto di lavoro, avvenuto in modo quasi subitaneo, e l’inizio di una nuova proficua carriera di programmatore.
Ma gli esempi non si fermano qui.
Uno dei programmi più downlodati degli ultimi tempi si chiama Ocarina. Consente di trasformare l’iPhone in un’ocarina, appunto, che è un rudimentale strumento a fiato. Il touch screen mostra i fori dell’Ocarina mentre il microfono incorporato nell’iPhone riconosce il soffio.
Ne sono stati venduti 400.000 pezzi in due mesi, a 0,79 euro l’uno. Fate un po’ voi i conti…

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Per diventare programmatori di applicazioni per iPhone non bisogna essere degli ingegneri informatici, a dire il vero può aiutare ma non è indispensabile, basta invece scaricare all’indirizzo http://developer.apple.com/iphone/program/sdk.html, il pacchetto SDK, ovvero il tool di programmazione, per creare la propria applicazione. L’ambiente di sviluppo è Cocoa, già ben noto a chi ha avuto modo di usare gli strumenti di sviluppo di Apple.
Attenzione: per usare l’SDK occorre avere un Mac con Leopard installato. Non funziona né su Windows né su Mac con sistema operativi antecedenti.
Esistono due tipi di SDK, la versione 2.2.1, completamente gratuita ma non consente di accedere, ovvero di caricare le applicazione create, alla vetrina di Apple, ovvero iTunes.
Per accedervi occorre scaricare la versione 3.0 e sottoscrivere un abbonamento annuale di 99 dollari, a dire il vero una quota piuttosto popolare.
Con l’SDK 3.0 è disponibile anche un’iPhone virtuale su cui testare le applicazioni in via di sviluppo senza il bisogno di doverle caricare volta per volta su un vero iPhone.
A questo punto lo slogan potrebbe essere “la fantasia al potere”, nel senso che, come abbiamo visto, per arricchirsi non serve cerare applicazioni complesse, a volte bastano le buone idee.
Da un punto di vista strettamente commerciale Apple trattiene il 30% per ogni applicazione scaricata, al suo autore va il restante 70%. Quindi, se ragioniamo su un’applicazione del costo di un euro, si possono guadagnare 70 centesimi a download. Pochi, ma provate a moltiplicarli per 1 milione di pezzi…



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