Sviluppare applicazioni per iPhone senza scrivere una riga di codice è possibile?

morteDa Milano – In un certo senso cercare di sviluppare un’applicazione per iPhone senza conoscere il linguaggio Objective-C che è alla base, è un po’ come cercare di fare il record della pista con la Ferrari senza sapere guidare un macchina.
I risultati potrebbero non essere all’altezza delle aspettative, per dirla metaforicamente.
La strada più corretta è quindi quella di scaricare l’SDK 2.2.1 (gratuito) o 3.0 (a pagamento) e cominciare da lì.
Certo se uno pensa di realizzare un’applicazione per iPhone senza conoscere alcun linguaggio di programmazione, anche simile, l’impresa potrebbe essere parecchio frustrante.
Il nostro consiglio è comunque quello di provare a cercare di capire come funziona la programmazione ad oggetti dell’SDK. In questo senso potrebbe essere illuminante dare un’occhiata al codice open source di alcune applicazioni già belle e pronte e cercare di effettuare delle variazioni interagendo col codice stesso.
A questo indirizzo si possono trovare 31 esempi di applicazioni e il relativo codice: http://www.appsamuck.com. Il calcolatore della data di morte non è male.
Ci sono poi alcuni applicativi che consentono di scrivere in java e trasformare poi in Objective-C
applicationbuildercome http://www.nimblekit. com. Certo la possibilità di scrivere in java potrebbe semplificare le cose perché è un linguaggio più diffuso. Gli esempi di applicazioni programmate in questo modo e presenti sul sito non sono tuttavia esaltanti. L’applicazione Nimblekit costa 99 dollari, tuttavia si può sperimentare una versione demo. Una volta installata viene mostrata negli strumenti di sviluppo di Apple quando si crea una Nuova applicazione.
Ancora più semplice promette di essere Servoy. Qui si scarica l’iPhone Application Builder Solution insieme allo strumento di sviluppo Servoy (l’applicazione è in java).  In effetti dando un’occhiata al filmato di dimostrazione sembra tutto semplicissimo, ma l’applicazione generata è davvero banale, nulla di più di una serie di pulsanti uniti in una struttura gerarchica. Da provare anche se i dubbi sono parecchi.
Ci sono (o c’erano perché onestamente facciamo fatica a trovarne traccia) delle applicazione Web che, opportunamente interfacciate proprio con l’iPhone, permettono di scrivere del codice javascript che poi viene trasformato in Objective-C, come Jiggy, anche se sono davvero  piuttosto limitate. L’unica che siamo riusciti a trovare, funzionante, è http://myappbuilder.com/, però vogliono un canone mensile di 29 dollari per utilizzare i loro strumenti di sviluppo on-line.
Insomma, in conclusione se volete davvero sfondare nel mondo della programmazione per iPhone il consiglio è quello di lavorare con l’SDK di Apple e lasciare perdere tutte le cose similari. Tenete conto che andate a confrontarvi con migliaia di applicazioni, alcune fatte davvero bene e in modo molto professionale che pure stentano a trovare spazi e creare utili.
Il tempo pionieristico dei gadget semplici, inutili e divertenti è forse finito. Ora si fa sul serio e quando il gioco si fa duro i duri devono cominciare a giocare… con l’SDK.

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